mercoledì 12 agosto EVENTO GRATUITO
Una serata speciale a ingresso gratuito per entrare nell’universo magnetico, oscuro e luminosissimo dei Depeche Mode.
Mercoledì 12 agosto torna al Battiferro l’apprezzatissimo format Una voce fuori dal coro, condotto dallo storico del rock Lucio Mazzi, con un appuntamento dedicato a una delle band più influenti, amate e riconoscibili della storia della musica elettronica e alternativa.
Da Basildon al mondo, dai sintetizzatori dei primi anni Ottanta alle atmosfere cupe di Black Celebration, una serata fatta di racconti, video, ascolti, curiosità e memoria pop.
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Inizio spettacoli, concerti ed eventi ore 21.00
Depeche Mode: racconti, visioni e memorie elettroniche
Una serata per Una voce fuori dal coro con Lucio Mazzi.
Ci sono band che appartengono a un genere. E poi ci sono band che il genere lo cambiano, lo spostano, lo portano altrove.
I Depeche Mode sono tra queste: partiti da Basildon, nell’Essex, all’inizio degli anni Ottanta, hanno trasformato sintetizzatori, drum machine, inquietudini metropolitane e melodie pop in un linguaggio riconoscibile in tutto il mondo.
Mercoledì 12 agosto, il Battiferro dedica loro una serata speciale del format Una voce fuori dal coro, condotta dallo storico del rock Lucio Mazzi.
Non una semplice conferenza, ma un viaggio narrativo fatto di racconti, video, ascolti, immagini, memorie e connessioni: un modo per entrare dentro la storia dei Depeche Mode non solo dalla porta dei grandi successi, ma anche da quella delle svolte, delle crisi, delle metamorfosi e delle ossessioni sonore.
Da Basildon al mondo
Dai primi colori synth-pop di Just Can’t Get Enough alla profondità notturna di Enjoy the Silence, dalla scrittura di Martin Gore alla voce magnetica di Dave Gahan, dalla presenza fondamentale di Andy Fletcher alla stagione più recente di Memento Mori, la serata attraverserà oltre quarant’anni di musica, stile e immaginario.
Il 2026 è l’anno giusto per tornare a parlare di Depeche Mode anche per una ricorrenza speciale: i 40 anni di Black Celebration, pubblicato nel 1986.
Un album cupo, elegante, teso, fondamentale, che segna uno dei momenti in cui la band comincia a spostarsi definitivamente dal pop elettronico degli esordi verso un universo più dark, industriale, adulto e cinematografico.
I 40 anni di Black Celebration
Black Celebration è il disco di Stripped, di A Question of Lust, di A Question of Time: brani che non si limitano a suonare anni Ottanta, ma costruiscono una stanza interiore fatta di desiderio, ombra, fede, corpo, colpa e redenzione.
Tutto quello che diventerà, negli anni successivi, il grande teatro emotivo dei Depeche Mode.
Lucio Mazzi accompagnerà il pubblico dentro questa trasformazione: dagli inizi con Vince Clarke e l’esplosione synth-pop di Speak & Spell, alla centralità compositiva di Martin Gore, all’ingresso di Alan Wilder, fino alla sequenza di album che ha reso i Depeche Mode un culto planetario.
Black Celebration, Music for the Masses, Violator, Songs of Faith and Devotion: titoli che non raccontano soltanto una discografia, ma un modo nuovo di mettere insieme elettronica, rock, immagine, corpo e inquietudine.
Canzoni che continuano a cambiare pelle
Ci sono canzoni che tutti conoscono, ma che ogni volta sembrano cambiare pelle: Personal Jesus, Never Let Me Down Again, Walking in My Shoes, Policy of Truth, Everything Counts.
Brani che hanno riempito arene, club, camerette, autoradio, cuffie e piste da ballo, ma che restano sempre attraversati da una malinconia elettrica, da una tensione spirituale, da un’eleganza inquieta.
La storia recente aggiunge un ulteriore livello emotivo. Dopo la scomparsa di Andy Fletcher nel 2022, i Depeche Mode hanno proseguito come duo con Dave Gahan e Martin Gore, pubblicando Memento Mori, un album che parla di perdita, sopravvivenza, memoria e desiderio di continuare.
È una fase nuova, intensa, quasi testamentaria, che rende ancora più potente rileggere oggi tutta la loro traiettoria.
Nel 2020 la band è entrata anche nella Rock & Roll Hall of Fame, riconoscimento che ha suggellato una verità ormai evidente: i Depeche Mode non sono stati soltanto una grande band elettronica, ma uno dei gruppi che hanno ridefinito il modo in cui pop, rock, tecnologia, immagine e introspezione possono convivere.
Dal racconto al concerto
Al Battiferro, tutto questo diventa racconto sotto le stelle. Una serata per chi conosce già ogni parola, per chi ha scoperto i Depeche Mode da poco, per chi li ha ballati in discoteca, per chi li ha ascoltati nei momenti storti, per chi vuole capire perché certe canzoni, anche a distanza di decenni, continuano a sembrare scritte esattamente per noi.
Questa serata arriva anche come ideale avvicinamento al concerto dei Dream Mode, tribute band dedicata ai Depeche Mode, previsto nella stagione di Battiferro finché caldo: prima si entra nella storia, poi si va a vivere il suono dal vivo.
Una voce fuori dal coro torna così a fare quello che sa fare meglio: prendere la musica che pensiamo di conoscere e aprirla, illuminarla, raccontarla da un’altra angolazione.
Perché dietro ogni hit c’è una storia, dietro ogni riff elettronico c’è un’idea, dietro ogni voce c’è un mondo.
Mercoledì 12 agosto, al Battiferro, si entra in modalità Depeche: scura, elegante, elettrica, irresistibile.
Posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito