mercoledì 19 agosto EVENTO GRATUITO
Una serata a ingresso gratuito per salire a bordo del dirigibile più potente, visionario e leggendario della storia del rock.
Mercoledì 19 agosto il Battiferro dedica un nuovo appuntamento di Fuori dal Coro ai Led Zeppelin, con i racconti, gli ascolti, i video e le curiosità dello storico del rock Lucio Mazzi.
Dalle radici blues alla furia hard rock, dalle atmosfere folk alle visioni mistiche, dai riff monumentali di Jimmy Page alla voce sciamanica di Robert Plant: se il rock ha avuto una mitologia, qui ne ascolteremo il tuono.
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Inizio spettacoli, concerti ed eventi ore 21.00
Led Zeppelin: il dirigibile che cambiò il rock
Racconti, video, ascolti e curiosità con Lucio Mazzi per la rassegna Fuori dal Coro.
Ci sono gruppi che hanno scritto canzoni memorabili. E poi ci sono gruppi che hanno cambiato il peso specifico del rock.
I Led Zeppelin appartengono alla seconda categoria: più che una band, un fenomeno sonoro, estetico e mitologico. Un dirigibile gigantesco fatto di blues elettrico, hard rock, folk britannico, improvvisazione, mistero, potenza, sensualità e visioni da leggenda.
Mercoledì 19 agosto, al Battiferro, lo storico del rock Lucio Mazzi accompagnerà il pubblico dentro una delle avventure musicali più influenti del Novecento.
Una serata di Fuori dal Coro pensata per chi conosce già ogni assolo e per chi vuole capire perché, ancora oggi, il nome Led Zeppelin continua a evocare qualcosa di enorme: amplificatori accesi, riff che sembrano scolpiti nella pietra, concerti smisurati, copertine enigmatiche, simboli misteriosi e canzoni che non hanno mai smesso di bruciare.
Quattro forze complementari
La storia parte dalla fine degli anni Sessanta, quando Jimmy Page, già chitarrista degli Yardbirds, costruisce una nuova formazione con Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham.
Quattro personalità diverse, quattro forze complementari: la chitarra visionaria di Page, la voce carnale e luminosa di Plant, l’intelligenza musicale di Jones, la batteria tellurica di Bonham.
Il risultato è immediato: il rock diventa più pesante, più libero, più teatrale, più pericoloso.
Effemeridi zeppeliniane 2026
Il 2026 offre una serie di coincidenze perfette per raccontare i Led Zeppelin.
- 50 anni da Presence, pubblicato nel 1976.
- 50 anni da The Song Remains the Same, film concerto e album live del 1976.
- 55 anni da Led Zeppelin IV, il disco dei quattro simboli e di Stairway to Heaven.
- Alla vigilia del compleanno di Robert Plant, nato il 20 agosto 1948.
Presence è un disco nato in un momento difficile, asciutto, teso, quasi feroce, dominato dall’urgenza chitarristica di Jimmy Page e dall’energia mastodontica di brani come Achilles Last Stand.
Nello stesso anno usciva anche The Song Remains the Same, film concerto e colonna sonora che hanno consegnato al mito l’immagine dei Led Zeppelin nella loro stagione più spettacolare, tra Madison Square Garden, eccessi, fantasy, potenza live e delirio rock.
Il disco dei quattro simboli
E poi c’è l’altra grande ricorrenza: nel 2026 cadono i 55 anni da Led Zeppelin IV, il disco senza titolo, senza nome in copertina, identificato dai quattro simboli e diventato uno degli album più leggendari della storia.
Dentro ci sono Black Dog, Rock and Roll, Going to California, When the Levee Breaks e, naturalmente, Stairway to Heaven: non solo una canzone, ma una specie di rito di passaggio per generazioni di ascoltatori, chitarristi, sognatori e adolescenti con il volume troppo alto.
Molto più di una band hard rock
Una delle magie dei Led Zeppelin sta proprio nella loro capacità di non stare mai fermi dentro una sola etichetta.
Sono hard rock, certo. Ma sono anche blues del Delta reinventato con amplificatori inglesi, ballate acustiche, echi celtici, suggestioni orientali, improvvisazione psichedelica, groove funk, sensualità notturna e fantasia medievale.
In una sola scaletta potevano passare dalla furia di Immigrant Song all’incanto di The Rain Song, dalla cavalcata di Kashmir al boogie sfrenato di Whole Lotta Love.
Lucio Mazzi racconterà questo mondo con il taglio che rende speciale Fuori dal Coro: non una lezione accademica, ma un percorso fatto di ascolti, immagini, aneddoti, deviazioni, dettagli e connessioni.
Perché dietro ogni canzone dei Led Zeppelin c’è un piccolo laboratorio di suono: microfoni piazzati in modo imprevedibile, batterie registrate in spazi enormi, chitarre stratificate, richiami blues, sessioni febbrili, intuizioni improvvise e una costante voglia di spingere tutto un po’ più in là.
Il mito, il palco, la leggenda
C’è il blues, con le sue radici profonde. C’è il folk, con il suo immaginario antico. C’è il rock da stadio, che i Led Zeppelin hanno contribuito a inventare prima ancora che diventasse un modello.
C’è il lato oscuro delle leggende: il manager Peter Grant, il jet privato, i concerti interminabili, le suite d’albergo, le storie ai confini del credibile, la fama gigantesca e il prezzo da pagare quando il mito diventa troppo grande per restare umano.
E c’è anche una coincidenza tenera e curiosa: la serata del 19 agosto arriva alla vigilia del compleanno di Robert Plant, nato il 20 agosto 1948.
Un’occasione perfetta per dedicare una parte del racconto alla sua voce: non solo acuti e presenza scenica, ma fraseggio, carisma, teatralità, sensualità, capacità di trasformare il blues in invocazione e il rock in racconto epico.
Il dirigibile riparte dal Battiferro
Al Battiferro, tutto questo diventa una notte di musica e memoria sotto le stelle.
Si arriva dalle 20.00, si cena sul posto, ci si siede lungo il Canale Navile e poi, alle 21.00, si parte.
Direzione: Inghilterra, America, Madison Square Garden, Headley Grange, deserti immaginari, scale verso il cielo e dirigibili in fiamme.
Led Zeppelin: il dirigibile che cambiò il rock è una serata per chi vuole riascoltare i classici con orecchie nuove, per chi ama i dettagli nascosti, per chi ha scoperto la band attraverso i dischi dei genitori, per chi sa che certi riff non invecchiano e per chi vuole capire come quattro musicisti siano riusciti a diventare una delle grandi mitologie della musica moderna.
Mercoledì 19 agosto, al Battiferro, il dirigibile riparte. E quando decolla, è meglio tenersi forte.
Posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito