mercoledì 22 luglio EVENTO GRATUITO

Una voce fuori dal coro dedica una serata a Lucio Battisti, alla sua prima scintilla discografica e a quel piccolo 45 giri che, nel 1966, aprì una strada destinata a cambiare per sempre la canzone italiana: Dolce di giorno / Per una lira.

Nel 2026 ricorrono sessant’anni dal primo singolo di Battisti: un disco uscito quasi in punta di piedi, ma con dentro già un’intuizione potentissima, capace di anticipare una rivoluzione gentile nella musica italiana.

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Battisti: 60 anni dal primo 45 giri

Per una lira e l’inizio di una rivoluzione gentile, per la rassegna Una voce fuori dal coro.

Racconti, ascolti, immagini e curiosità intorno al primo Battisti.

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Nel 2026 sono passati sessant’anni dal primo 45 giri di Lucio Battisti. Era il 1966 quando uscì Dolce di giorno / Per una lira, il disco che segnò il debutto di Battisti come interprete.

Un inizio quasi silenzioso, lontano dalle grandi celebrazioni: poche copie, poca promozione, molta diffidenza da parte di chi non riusciva ancora a capire quella voce così personale, così poco addomesticata, così diversa.

Ma proprio lì, in quella partenza minuscola, c’era già tutto: la voglia di scardinare le forme della canzone italiana, il gusto per la melodia che sembra semplice e invece apre stanze profonde, la capacità di mescolare pop, soul, beat, ritmo, sentimento e invenzione.

Per una lira non è soltanto un titolo curioso: è il simbolo di un artista che parte da pochissimo e arriva a cambiare moltissimo.

Una lira: quasi niente. Una canzone: l’inizio di tutto.

Lucio Battisti
Lucio Battisti

La serata racconterà il primo Battisti: gli anni in cui scrive per altri, cerca una strada, lavora con Mogol, incontra le resistenze dell’ambiente discografico e comincia a costruire, pezzo dopo pezzo, una lingua nuova.

Prima ancora dei grandi successi, prima dell’icona, prima delle copertine entrate nella memoria collettiva, c’è un giovane musicista ostinato che sente le canzoni in un modo differente.

La voce di Battisti non era quella “giusta” secondo molti professionisti dell’epoca. Non era levigata, non era scolastica, non chiedeva permesso. Eppure proprio quella voce diventerà una delle più riconoscibili della musica italiana: fragile e potente, naturale e spiazzante, capace di trasformare ogni frase in un piccolo cortocircuito emotivo.

Da quel primo 45 giri si apre un percorso che porterà a canzoni diventate patrimonio comune: Balla Linda, Acqua azzurra, acqua chiara, Mi ritorni in mente, Emozioni, Il mio canto libero, I giardini di marzo, La canzone del sole, Ancora tu, Una donna per amico.

Brani diversissimi, ma attraversati da una stessa forza: far sembrare popolare ciò che era audace, far sembrare immediato ciò che era rivoluzionario.

Lucio Battisti al Festival di Sanremo 1969
Lucio Battisti al Festival di Sanremo 1969

Una voce fuori dal coro entrerà nel laboratorio Battisti con il passo delle serate Battiferro: racconti, ascolti, immagini, video, dettagli, piccole storie e grandi intuizioni.

Non una lezione accademica, ma un viaggio dentro un artista che ha modificato il modo di scrivere, arrangiare, cantare e ascoltare la canzone italiana.

Il Battisti degli inizi è già un Battisti fuori posto, e per questo necessario. Troppo moderno per essere capito subito, troppo istintivo per essere ingabbiato, troppo curioso per restare dentro un solo genere.

Nelle sue canzoni entrano la provincia e l’America, il beat e la melodia italiana, il quotidiano e l’avventura, il sentimento e il ritmo.

Con Mogol nasce poi una delle collaborazioni più importanti della nostra musica: parole e melodie che sembrano parlarsi da sempre, immagini semplici che diventano universali, emozioni private che improvvisamente appartengono a tutti.

Mina e Lucio Battisti
Mina e Lucio Battisti

La storia di Per una lira è anche la storia di un paradosso meraviglioso: un debutto che non esplode subito, ma che oggi possiamo guardare come il primo passo di un cammino enorme.

In quella piccola incisione del 1966 c’è il seme di un artista che avrebbe attraversato stagioni, stili, mode e generazioni senza perdere mistero.

Battisti resta ancora oggi una presenza particolare: popolarissimo e sfuggente, amatissimo e mai del tutto spiegabile, familiare e insieme irraggiungibile. Lo cantiamo tutti, ma ogni volta sembra che qualcosa resti da scoprire.

L’ingresso è gratuito. Le emozioni, invece, non hanno prezzo: nemmeno per una lira.

Una voce fuori dal coro

La rassegna racconta musica, cinema, costume e memoria pop attraverso storie, video, ascolti e curiosità.

Serate leggere ma mai superficiali, pensate per chi ama riconoscere una canzone, scoprire un dettaglio in più e uscire con la voglia di riascoltare tutto da capo.

Appuntamento mercoledì 22 luglio al Battiferro.

Lucio Battisti, il 1966, il primo 45 giri, Mogol, le canzoni, le immagini e l’inizio di una rivoluzione lunga sessant’anni.

Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.

Inizio spettacoli, concerti ed eventi ore 21.00 

Posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati

Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito

INFO E PRENOTAZIONI: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com