lunedì 31 agosto EVENTO GRATUITO
Seconda serata a ingresso gratuito dedicata ai Rolling Stones: dopo le origini, arriva il tempo del mito adulto, sporco, enorme.
Lunedì 31 agosto il Battiferro prosegue il viaggio di Fuori dal Coro dentro la storia degli Stones, con i racconti, gli ascolti e le curiosità dello storico del rock Lucio Mazzi.
Dopo il primo appuntamento del 26 agosto, dedicato alle radici blues, agli anni Sessanta, a Brian Jones, a Satisfaction, Aftermath e Paint It, Black, questa seconda puntata entra nel cuore degli anni Settanta e oltre.
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00, con possibilità di cenare sul posto con tigelle, piadine, crescente, friggione presso il bar del Battiferro.
Inizio spettacoli, concerti ed eventi ore 21.00
Rolling Stones: Angie, Exile e il rock che non muore
Capitolo 2: dagli anni Settanta alla leggenda infinita. Racconti, video, ascolti e curiosità con Lucio Mazzi per la rassegna Fuori dal Coro.
Dopo le origini, arriva il momento in cui gli Stones diventano qualcosa di ancora più grande: una leggenda adulta, sporca, fragile, arrogante, ferita e irresistibile.
La seconda serata Fuori dal Coro dedicata ai Rolling Stones riparte da dove ci eravamo fermati il 26 agosto: la nascita del mito, gli anni Sessanta, il blues, Brian Jones, Satisfaction, Aftermath e Paint It, Black.
Ma questa volta la strada si fa più lunga, più polverosa, più pericolosa.
Dagli anni Settanta alla leggenda adulta
Lunedì 31 agosto, al Battiferro, Lucio Mazzi accompagnerà il pubblico dentro la seconda grande stagione degli Stones: gli anni Settanta, il passaggio da Brian Jones a Mick Taylor, la ferita di Altamont, il concerto di Hyde Park, la nascita del suono più carnale e torbido della band.
È il percorso che porterà a Sticky Fingers, Exile on Main St. e Goats Head Soup.
È la stagione in cui gli Stones smettono definitivamente di essere solo “i cattivi ragazzi” della British Invasion e diventano un pianeta a parte.
Il rock non è più soltanto riff e provocazione: diventa polvere, sudore, gospel, soul, country, blues, notti in studio, fughe fiscali, jet privati, stanze d’albergo, chitarre accordate in modo strano, fiati, cori, ballate improvvise e concerti che sembrano riti tribali.
Goats Head Soup e Angie
Il cuore di questa seconda serata batte forte intorno a una data perfetta: 31 agosto 1973.
Proprio quel giorno usciva Goats Head Soup, album registrato tra Giamaica, Stati Uniti e Regno Unito, disco controverso, elegante, torbido, meno immediato di altri capolavori ma pieno di fascino.
Dentro c’è Angie, una delle canzoni più celebri della band: una ballata sospesa, malinconica, fragile, capace di mostrare che gli Stones sapevano ferire anche abbassando il volume.
Ma prima di Angie c’è il cuore incandescente degli anni Settanta: Sticky Fingers, con la zip più famosa della storia del rock e brani come Brown Sugar, Wild Horses, Can’t You Hear Me Knocking.
Poi arriva Exile on Main St., il disco della villa in Costa Azzurra, del caos, del gospel, del blues, del sudore, della notte. Un album che sembra uscire da una cantina e invece contiene un intero mondo.
Mick Taylor, Ronnie Wood e le nuove vite degli Stones
Lucio Mazzi racconterà anche il ruolo di Mick Taylor, chitarrista raffinatissimo, capace di portare negli Stones fluidità, assoli, eleganza blues e una nuova dimensione live.
Con lui la band attraversa una delle sue stagioni musicalmente più potenti, tra improvvisazione e fuoco, mentre Keith Richards continua a scolpire riff e andature che sembrano nate per non morire mai.
Poi arriva un’altra trasformazione: l’ingresso di Ronnie Wood, la seconda vita della band, la chimica diversa ma immediata con Keith Richards, il ritorno all’essenzialità, il dialogo con punk, disco music e New York in Some Girls.
Gli Stones, invece di farsi travolgere dalle mode, le attraversano a modo loro: sporchi, ironici, elastici, sempre riconoscibili dopo due battute.
Anni Ottanta, crisi e resistenza
Gli anni Ottanta aprono un altro capitolo: Tattoo You, Start Me Up, la trasformazione definitiva in macchina da stadio, ma anche le tensioni interne, le fratture, le carriere soliste e il disco più ruvido di quel periodo, Dirty Work, che nel 2026 compie 40 anni.
Non è il disco più comodo da raccontare, ed è proprio per questo che sta bene in una serata Fuori dal Coro: dentro ci sono crepe, nervi scoperti, colori duri e la dimostrazione che anche una band leggendaria può attraversare la crisi senza spegnersi.
Perché gli Stones, più di tanti altri, hanno fatto del tempo un campo di battaglia.
Hanno perso pezzi, cambiato pelle, litigato, resistito, inciso, suonato, ripreso la strada. Hanno trasformato il concerto rock in rito collettivo e il palco in una forma di sopravvivenza.
La loro storia non è lineare: è una strada piena di curve, polvere, luci, cadute, ripartenze e amplificatori ancora accesi.
Effemeridi Stones 2026
- 31 agosto 1973: esce Goats Head Soup, album registrato tra Giamaica, Stati Uniti e Regno Unito.
- Angie diventa una delle ballate più celebri e riconoscibili della storia dei Rolling Stones.
- 40 anni da Dirty Work, disco del 1986 che racconta gli Stones in una fase tesa, ruvida e ancora piena di energia.
- Seconda puntata Fuori dal Coro dopo la serata del 26 agosto dedicata alle origini e agli anni Sessanta.
Dal primo racconto al concerto
Questa serata prosegue il percorso iniziato mercoledì 26 agosto con la prima puntata Fuori dal Coro dedicata ai Rolling Stones, centrata sulle radici blues, Brian Jones, gli anni Sessanta, Satisfaction, Aftermath e Paint It, Black.
Scopri la prima serata dedicata ai Rolling Stones
Il viaggio arriverà poi al concerto di venerdì 4 settembre: per la rassegna Siamo Angeli, il Battiferro ospiterà The Stones - The Rolling Stones Tribute Band, omaggio live alla musica e all’immaginario dei Rolling Stones, con un pensiero speciale per Brian Jones e Charlie Watts.
Scopri il concerto The Stones - The Rolling Stones Tribute Band
Prima il racconto, poi il concerto: il Navile si prepara a rotolare.
Le pietre rotolano ancora
Al Battiferro tutto questo diventa racconto sotto le stelle: si arriva dalle 20.00, si cena sul posto, ci si accomoda lungo il Navile, e alle 21.00 si parte per un viaggio dentro la parte più matura, contraddittoria e irresistibile della storia degli Stones.
Una serata per chi ama Angie e per chi preferisce Exile, per chi balla su Start Me Up e per chi vuole capire perché certe band non diventano vecchie: diventano paesaggio.
Rolling Stones: Angie, Exile e il rock che non muore è una serata per ascoltare gli Stones oltre i ritornelli più famosi: dentro le crepe, le svolte, i dischi difficili, i capolavori notturni, i tour giganteschi, l’amicizia-rivalità tra Jagger e Richards, il battito elegante di Charlie Watts e quella strana capacità di sembrare sempre fuori posto e sempre al posto giusto.
Lunedì 31 agosto, sotto le stelle del Battiferro, le pietre rotolano ancora.
L’ingresso è gratuito. Il finale, invece, arriva il 4 settembre dal vivo.
Posti limitati, prenotazione consigliata, posti non assegnati
Dove: via della Beverara 123/a - via del Navile 29/5a, Bologna
Con ampio parcheggio gratuito